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Dimentica ciò che ti hanno insegnato, impara a vivere la realtà con i tuoi occhi, vivila con il tuo corpo, inebriati della sua cruda e devastante oggettività finché non arriverai al confine che porta alla "fantasia con una vena di trasgressiva follia": dove ogni cosa è concessa e possibile. Vivi la tua vita, vivila in fondo, vivila oggi.
La vita deve essere fortificata da numerose amicizie. Amare ed essere amati sono le più grandi gioie della vita.
quella sua maglietta fina tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto e quell'aria da bambina che non glielo detto mai ma io ci andavo matto e chiare sere d'estate il mare i giochi e le fate e la paura e la voglia di essere nudi un bacio a labbra salate il fuoco quattro risate e far l'amore giù al faro... ti amo davvero ti amo lo giuro...ti amo ti amo davvero! e lei lei mi guardava con sospetto poi mi sorrideva e mi teneva stretto stretto ed io io non ho mai capito niente visto che ora mai non me lo levo dalla mente che lei lei era un piccolo grande amore solo un piccolo grande amore niente più di questo niente più! mi manca da morire quel suo piccolo grande amore adesso che saprei cosa dire adesso che saprei cosa fare adesso che voglio un piccolo grande amore quella camminata strana pure in mezzo a chissacchè l'avrei riconosciuta mi diceva "sei una frana" ma io questa cosa qui mica l'ho mai creduta e lunghe corse affannate incontro a stelle cadute e mani sempre più ansiose di cose proibite e le canzoni stonate urlate al cielo lassù "chi arriva prima a quel muro..." non sono sicuro se ti amo davvero non sono...non sono sicuro... e lei tutto ad un tratto non parlava ma le si leggeva chiaro in faccia che soffriva ed io io non lo so quant'è che ha pianto solamente adesso me ne sto rendendo conto che lei lei era un piccolo grande amore solo un piccolo grande amore niente più di questo niente più mi manca da morire quel suo piccolo grande amore adesso che saprei cosa dire adesso che che saprei cosa fare adesso che voglio un piccolo grande amore...
Improvvisatori: Daniele Pilleri Salvatore Serra Pasquale Piras Giuseppe CardiaMaestrale di Lucia Tului
Belle come una mattina in montagna queste ore di maestrale fresche sulla pelle umide sulle foglie stagliate di lucido azzurro
Pilleri: Ses bella de cantai e meritas chi deu ti lodi ca ses sa primu de innoi e po gussu ti amu deu nascia po mia fortuna penzendi a tui stau po fai una pari vittoria Rima una memoria de lodi seu obbligau oi a donai
Serra: O bellu de bella presenza et sparessia sa nui su tempus as’asseliau e po nottesta non prazzis non fazas tempus ingratu ca pagus disi s’asi sfustu Rima forzis as’ meritau tui cust’attu de currispundenza
Piras: sa genti ti giudicada e deu ascutu e avvertu aprovu su parri e d’azzettu candu sciu chini d’aplicada Cardia: su dinai chi accreditu giai iscinti ch’est de ziu dogniunu t’adi obbidiu sinc’esti obligu o meritu
Pilleri: Mi creu potenti e mannu Ma ti pozzu deu trattenni Eguali e oi solenni Non tengu una dì in s’annu
Serra: Pustis de una morti crudeli Esti risuscitau gesusu Non tindi sesi arregodau prusu Non bollu chi neridi Da nielli
Piras: In sa famiglia de Sotgiu Sciu chi stainti mali Sa basi mia est sustanziali Est su primu puntu de appoggiu
Cardia: Po su divinu Signiori Su chin’sa gruxi est mortu Pilleri obbligau a tottu Su santu in su xelu est lori
Pilleri: Palma tottu geniali Binci su geniu miu Seu armau e bistiu De sa professioni sua tali
Serra: Danielli cantanti de impegnu E faidi muttettus de spantus Sa lei de deus e de is santus M’obbliganta a torrai s’allenu
Piras : Sa disgrazia est fatali Gioia teni aconotu Non dia bolli approvai tottu Su passau giustu est reali
Cardia: In sa festa de sant’Eleni Si ndi spendidi a centusu Tresi non funti cuntentusu Si scinti scusai beni.
SERENADA, poesia cantata di Antonio Domenico Migheli.
Vi è mai capitato di incrociare gli occhi di una persona
e trovare quell'intensità,
quella complicità che magari non si creerebbe
attraverso l'uso delle parole?!
E questo può succedere con un/a amico/a,
con un/a ragazzo/a e magari anche con persone
che vediamo per la prima volta.....è un attimo,
ma quell'attimo può durare e significare tanto.....
Entrambi di Berchidda, Giovanni e Anna Maria Puggioni si sono affermati come Duo Puggioni. Il primo è nato nel 1942 e la seconda nel 1946. Prima che la malattia condizionasse pesantemente la voce di Anna Maria, il Duo Puggioni ha calcato i palchi di tutta l'isola ottenendo sempre un notevole consenso popolare, spesso comparendo nelle emittenti sarde, anche con sigle televisive. Frequenti anche le tournèe fuori dalla Sardegna, in Italia e all'estero.
La voce di Anna Maria, accompagnata dalla chitarra del fratello Giovanni, risultava sempre gradevole e moderna, di buona fattura, corrispondente ai gusti di gran parte del pubblico sardo. Dai primi anni '70 ai primi anni '90 il Duo Puggioni si è così affermato lasciando una grande impronta, contribuendo alla divulgazione del canto a chitarra in un modo del tutto personale, con una leggerezza che ha reso il Duo particolare, suggestivo e anche più accessibile.
Numerose poi le registrazioni che si sono susseguite nel tempo, ne elenchiamo qui alcune; si tratta di musicassette quasi tutte curate dal compianto Franco Idini, per la casa discografica Tekno Record. "Notte de chelu", "Serenadas", "La nostra Sardegna", "Semidas", "In su riu Mannu". Attualmente, dei due soltanto Giovanni è in attività; in particolare, collabora con il Coro di Aglientu.
FIZZOS DE CARONTE "Fizzos de Caronte" tuona come la denuncia di una Sardegna condannata all'isolamento perché, come raccontano i versi in limba della canzone, il "Continente è troppo grande per capire." Tanto grande quanto incapace di udire la voce e le richieste dei figli di quella terra. Emigranti, lavoratori, gente comune in balia dei vettori aerei e navali, costretti per ricongiungersi ai propri affetti, ad attendere come le anime dei trapassati, il Caronte di turno che li traghetti in un luogo di pace.
CORO NIEDDU In limba suona Coro Nieddu, ma si può interpretare cuore nero. Quel cuore grande e generoso dei minatori che pur di assicurare una vita migliore a mogli e figli, hanno accettato di farlo diventare nero respirando giorno dopo giorno, nelle viscere della terra, le micidiali polveri delle gallerie minerarie. "Coro Nieddu", il brano principale che dà anche il titolo al nuovo cd delle Pandelas, è dedicato ai minatori, a quelli morti in miniera, ai tanti che ancora oggi in tutto il mondo continuano a morire, ai sopravissuti, a quelli del Sulcis, ai sardi emigrati in Belgio, ai loro figli ormai integrati all'estero grazie al sacrificio dei padri e in particolare alle vittime della miniera di Marcinelle
S'ISOLA MIA E sono sempre i Tenores di Bitti "Remunnu 'e Locu", miscelati con arte ai cori campidanesi di Gianni Cogoni (basciu) Agostino Valdès (contra), Vincenzo Spiga (tenore), su solittu e sa trunfa di Orlando Mascia e le Pandelas a dare voce all'inno alla Sardegna e alle sue bellezze naturali dell'inedito "S'isola Mia" (Marcia-- Masala).
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Con i suoi 2 cd CD, “ Notte de luna “ e “ Ogh’elada” è riuscita ad eseguire le più belle melodie della Sardegna unendo agli strumenti sardi più antichi quelli classici della musica sinfonica. Da quattro anni ormai viene accompagnata nei i suoi concerti da un gruppo di sette elementi formato da 3 archi ( 2 violininiste e una violoncellista) una pianista-tastierista, una chitarrista-corista, un batterista e un bassista-contrabbasso . Si presentano al pubblico in modo molto elegante e raffinato con una scenografia completamente bianca come i loro vestiti e vengono apprezzate, oltre che dal pubblico sardo, anche da coloro che si avvicinano per la prima volta alla nostra musica etnica e che si lasciano trasportare con grande emozione dal suono dolce dei violini e la voce melodica di Carla. Sulle musiche di grandi artisti sardi e su canzoni tradizionali come “No potho reposare”, l’artista interpreta in chiave moderna, senza mai snaturare l’essenza sarda, la forza e la dolcezza unica della canzone in limba. Elemento di unione di questi diversi modi di concepire la musica,“ lospettacolo” trova armonia e sintesi nella voce della Denule, custode della memoria e del tempo, interprete eroica di una sardità che diventa valore universale e linguaggio per tutti i popoli. Uno spettacolo emozionante e capace di trasmettere quelle sensazioni forti che solo un concerto che miraa far incontrare linguaggi e canoni musicali diversi tra loro può dare”. Forse anche per questo gli organizzatori delle varie manifestazioni collaterali svoltesi durante i grandi Giochi Olimpici di Torino, dopo aver visionato tutto il materiale audio-video della cantante, hanno deciso che fosse proprio Carla la persona giusta a rappresentare la S ardegna davanti a un pubblico che arriva da tutt CARLA DENULE E IL SUO NUOVO ALBUM: 'OGHE 'ELADA. Fra le canzoni che compongono il nuovo album di Carla Denule c'è anche MAMA FIDELE, di Antonio Strinna e Marco Piras. Una intensa e delicata preghiera in lingua sarda, dedicata alla Madonna.
MAMA FIDELE
Testo: Antonio Strinna – Musica: Marco Piras
Mama fidele de isperas e lagrimas, mama cara ses cun s'amore tou e vives pensende a s’omine chi est solu, contr'a bentu, donzi die.
Chi Deus nos salvet, Maria, pro vivere beneittos umpare a tie caminende sempre chena nues in sa lughe chi nos dasa tue.
Mama fidele, oh mama gloriosa de Deus e de s’omine, est preziosa cun tegus sa vida pro s'anima tua.
Amore chi sanat dolore ses tue s’amiga de 'onzi pregadorìa, ses sa manu chi sos peccadores disizan che paghe.
Chi Deus no salvet, Maria, pro vivere fizos suos e fizos a tie... Ca su male faghet finza ruère su peldonu nos donas e un'ispera s'azzendet in su coro nostru pro te.
Mama fidele, oh mama gloriosa de Deus e de s'omine est preziosa cun tegus sa vida pro s'anima tua.
Amore chi sanat dolore ses tue in sa vida, ses tue in s’anima. Tue ses intro a su destinu nostru de antigos misterios.
Tue ses mama in chelu e in terra chi tottu iscultana, ses mama in chelu e in terra: salvesa pro s'omine...
CARLA DENULE Il suo nuovo CD: 'OGHE 'ELADA
1) Cando sos omines 2) Battor moritteddos 3) Carrasecare 4) Rosas in sa pedra 5) Cantade e ballade bois 6) Amore diverso 7) S'ispada lughente 8) Mama fidele 9) A sa luna 10) Cantare, cantare, cantare
Produzione RG Music
Consultando le pagine del DIARIO potete ascoltare e/o vedere: BADDE LONTANA, Bertas ISTELLA MIA, Corale Canepa CAMINENDE, Corale Orolache - Voci nel blues PENSENDE A TIE, Bertas DURCHE TERRA MIA, Paolo Zicconi e Corale Canepa MAMA FIDELE, Carla Denule NINNIDU SILENZIOSU, Andrea Parodi - Coro degli angeli AVE MARIA BELLA, I Bertas - Corale Luigi Cànepa