2 agosto 2010

TI VOGLIO BENE.



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Dimentica ciò che ti hanno insegnato,
impara a vivere la realtà con i tuoi occhi,
vivila con il tuo corpo,
inebriati della sua cruda e devastante
oggettività finché non arriverai al confine
 che porta alla "fantasia con una vena di trasgressiva follia":
dove ogni cosa è concessa e possibile.
Vivi la tua vita, vivila in fondo, vivila oggi.





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Alcuni dicono che la pioggia è brutta,



 ma non sanno che permette di girare a testa alta



 con il viso coperto dalle lacrime.




x

ALLE DONNE DI SARDEGNA.




La vita deve essere fortificata da numerose amicizie. Amare ed essere amati sono le più grandi gioie della vita.






ALLE DONNE DI SARDEGNA.quella sua maglietta fina
tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto
e quell'aria da bambina
che non glielo detto mai ma io ci andavo matto
e chiare sere d'estate
il mare i giochi e le fate
e la paura e la voglia
di essere nudi
ALLE DONNE DI SARDEGNA.
un bacio a labbra salate
il fuoco quattro risate

e far l'amore giù al faro...ALLE DONNE DI SARDEGNA.
ti amo davvero ti amo lo giuro...ti amo ti amo
davvero!
e lei
lei mi guardava con sospetto
poi mi sorrideva e mi teneva stretto stretto
ed io
io non ho mai capito niente

visto che ora mai non me lo levo dalla mente
che lei lei era
un piccolo grande amore
solo un piccolo grande amore
ALLE DONNE DI SARDEGNA.
niente più di questo niente più!
mi manca da morire
ALLE DONNE DI SARDEGNA.
quel suo piccolo grande amore
adesso che saprei cosa dire
adesso che saprei cosa fare
adesso che voglio
un piccolo grande amore
quella camminata strana
pure in mezzo a chissacchè l'avrei riconosciuta
mi diceva "sei una frana"
ma io questa cosa qui mica l'ho mai creduta
e lunghe corse affannate
incontro a stelle cadute
e mani sempre più ansiose
di cose proibite
e le canzoni stonate
urlate al cielo lassù
"chi arriva prima a quel muro..."
non sono sicuro se ti amo davvero
non sono...non sono sicuro...
e lei
tutto ad un tratto non parlava
ma le si leggeva chiaro in faccia che soffriva
ed io
io non lo so quant'è che ha pianto
solamente adesso me ne sto rendendo conto
che lei lei era
un piccolo grande amore
solo un piccolo grande amore
niente più di questo niente più
mi manca da morire
quel suo piccolo grande amore
adesso che saprei cosa dire
adesso che che saprei cosa fare
adesso che voglio
un piccolo grande amore...


ALLE DONNE DI SARDEGNA.ALLE DONNE DI SARDEGNA.ALLE DONNE DI SARDEGNA.ALLE DONNE DI SARDEGNA.ImprovvisALLE DONNE DI SARDEGNA.atori:
Daniele Pilleri
Salvatore Serra
Pasquale Piras
Giuseppe CardiaMaestrale
di Lucia Tului


Belle come una mattina
in montagna
queste ore di maestrale
fresche sulla pelle
umide sulle foglie
stagliate di lucido azzurro




Pilleri:
Ses bella de cantai
e meritas chi deu ti lodi
ca ses sa primu de innoi
e po gussu ti amu deu
nascia po mia fortuna
penzendi a tui stau
po fai una pari vittoria
Rima
una memoria de lodi
seu obbligau oi a donai

Serra:
O bellu de bella presenza
et sparessia sa nui
su tempus as’asseliau
e po nottesta non prazzis
non fazas tempus ingratu
ca pagus disi s’asi sfustu
Rima
forzis as’ meritau tui
cust’attu de currispundenza

Piras:
sa genti ti giudicada
e deu ascutu e avvertu
aprovu su parri e d’azzettu
candu sciu chini d’aplicada

Cardia:
su dinai chi accreditu
giai iscinti ch’est de ziu
dogniunu t’adi obbidiu
sinc’esti obligu o meritu

Pilleri:
Mi creu potenti e mannu
Ma ti pozzu deu trattenni
Eguali e oi solenni
Non tengu una dì in s’annu

Serra:
Pustis de una morti crudeli
Esti risuscitau gesusu
Non tindi sesi arregodau prusu
Non bollu chi neridi Da nielli

Piras:
In sa famiglia de Sotgiu
Sciu chi stainti mali
Sa basi mia est sustanziali
Est su primu puntu de appoggiu

Cardia:
Po su divinu Signiori
Su chin’sa gruxi est mortu
Pilleri obbligau a tottu
Su santu in su xelu est lori

Pilleri:
Palma tottu geniali
Binci su geniu miu
Seu armau e bistiu
De sa professioni sua tali

Serra:
Danielli cantanti de impegnu
E faidi muttettus de spantus
Sa lei de deus e de is santus
M’obbliganta a torrai s’allenu

Piras :
Sa disgrazia est fatali
Gioia teni aconotu
Non dia bolli approvai tottu
Su passau giustu est reali

Cardia:
In sa festa de sant’Eleni
Si ndi spendidi a centusu
Tresi non funti cuntentusu
Si scinti scusai beni.














 








SERENADA, poesia cantata di Antonio Domenico Migheli.







Vi è mai capitato di incrociare gli occhi di una persona



e trovare quell'intensità,



quella complicità che magari non si creerebbe



attraverso l'uso delle parole?!



E questo può succedere con un/a amico/a,



con un/a ragazzo/a e magari anche con persone



che vediamo per la prima volta.....è un attimo,



ma quell'attimo può durare e significare tanto.....



Dunque è proprio il caso di dirlo:



uno sguardo, a volte, vale più di mille parole!





 

 

14 giugno 2010

VOCI DELLA SARDEGNA




DUO PUGGIONI








Entrambi di Berchidda, Giovanni e Anna Maria Puggioni si sono affermati come Duo Puggioni. Il primo è nato nel 1942 e la seconda nel 1946. Prima che la malattia condizionasse pesantemente la voce di Anna Maria, il Duo Puggioni ha calcato i palchi di tutta l'isola ottenendo sempre un notevole consenso popolare, spesso comparendo nelle emittenti sarde, anche con sigle televisive. Frequenti anche le tournèe fuori dalla Sardegna, in Italia e all'estero.

La voce di Anna Maria, accompagnata dalla chitarra del fratello Giovanni, risultava sempre gradevole e moderna, di buona fattura, corrispondente ai gusti di gran parte del pubblico sardo. Dai primi anni '70 ai primi anni '90 il Duo Puggioni si è così affermato lasciando una grande impronta, contribuendo alla divulgazione del canto a chitarra in un modo del tutto personale, con una leggerezza che ha reso il Duo particolare, suggestivo e anche più accessibile.

Numerose poi le registrazioni che si sono susseguite nel tempo, ne elenchiamo qui alcune; si tratta di musicassette quasi tutte curate dal compianto Franco Idini, per la casa discografica Tekno Record. "Notte de chelu", "Serenadas", "La nostra Sardegna", "Semidas", "In su riu Mannu".
Attualmente, dei due soltanto Giovanni è in attività; in particolare, collabora con il Coro di Aglientu.































2009




Guarda Fizzos de Caronte



FIZZOS DE CARONTE
"Fizzos de Caronte" tuona come la denuncia di una Sardegna condannata all'isolamento perché, come raccontano i versi in limba della canzone, il "Continente è troppo grande per capire." Tanto grande quanto incapace di udire la voce e le richieste dei figli di quella terra. Emigranti, lavoratori, gente comune in balia dei vettori aerei e navali, costretti per ricongiungersi ai propri affetti, ad attendere come le anime dei trapassati, il Caronte di turno che li traghetti in un luogo di pace.



Guarda Coro Nieddu



CORO NIEDDU
In limba suona Coro Nieddu, ma si può interpretare cuore nero. Quel cuore grande e generoso dei minatori che pur di assicurare una vita migliore a mogli e figli, hanno accettato di farlo diventare nero respirando giorno dopo giorno, nelle viscere della terra, le micidiali polveri delle gallerie minerarie.
"Coro Nieddu", il brano principale che dà anche il titolo al nuovo cd delle Pandelas, è dedicato ai minatori, a quelli morti in miniera, ai tanti che ancora oggi in tutto il mondo continuano a morire, ai sopravissuti, a quelli del Sulcis, ai sardi emigrati in Belgio, ai loro figli ormai integrati all'estero grazie al sacrificio dei padri e in particolare alle vittime della miniera di Marcinelle



Guarda S'Isola Mia



S'ISOLA MIA
E sono sempre i Tenores di Bitti "Remunnu 'e Locu", miscelati con arte ai cori campidanesi di Gianni Cogoni (basciu) Agostino Valdès (contra), Vincenzo Spiga (tenore), su solittu e sa trunfa di Orlando Mascia e le Pandelas a dare voce all'inno alla Sardegna e alle sue bellezze naturali dell'inedito "S'isola Mia" (Marcia-- Masala).



 




Pandelas



Pandelas




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DONNE DI SARDEGNA...























Biografia Carla Denule



Con i suoi 2 cd CD, “ Notte de luna “ e “ Ogh’elada è riuscita ad eseguire le più belle melodie della Sardegna unendo agli strumenti sardi più antichi quelli classici della musica sinfonica. Da quattro anni ormai viene accompagnata nei i suoi concerti da un gruppo di sette elementi formato da 3 archi ( 2 violininiste e una violoncellista) una pianista-tastierista, una chitarrista-corista, un batterista e un bassista-contrabbasso . Si presentano al pubblico in modo molto elegante e raffinato con una scenografia completamente bianca come i loro vestiti e vengono apprezzate, oltre che dal pubblico sardo, anche da coloro che si avvicinano per la prima volta alla nostra musica etnica e che si lasciano trasportare con grande emozione dal suono dolce dei violini e la voce melodica di Carla.
Sulle musiche di grandi artisti sardi e su canzoni tradizionali come “No potho reposare”, l’artista interpreta in chiave moderna, senza mai snaturare l’essenza sarda, la forza e la dolcezza unica della canzone in limba. Elemento di unione di questi diversi modi di concepire la musica,“
lo spettacolo” trova armonia e sintesi nella voce della Denule, custode della memoria e del tempo, interprete eroica di una sardità che diventa valore universale e linguaggio per tutti i popoli. Uno spettacolo emozionante e capace di trasmettere quelle sensazioni forti che solo un concerto che miraa far incontrare linguaggi e canoni musicali diversi tra loro può dare”.
Forse anche per questo gli organizzatori delle varie manifestazioni collaterali svoltesi durante i grandi Giochi Olimpici di Torino, dopo aver visionato tutto il materiale audio-video della cantante, hanno deciso che fosse proprio Carla la persona giusta a rappresentare la S
ardegna davanti a un pubblico che arriva da tutt CARLA DENULE E IL SUO NUOVO ALBUM: 'OGHE 'ELADA.
Fra le canzoni che compongono il nuovo album di Carla Denule c'è anche MAMA FIDELE, di Antonio Strinna e Marco Piras. Una intensa e delicata preghiera in lingua sarda, dedicata alla Madonna.

MAMA FIDELE









Car


Testo: Antonio Strinna – Musica: Marco Piras

Mama fidele de isperas e lagrimas,
mama cara ses cun s'amore tou
e vives pensende a s’omine chi
est solu, contr'a bentu, donzi die.

Chi Deus nos salvet, Maria, pro vivere
beneittos umpare a tie
caminende sempre chena nues
in sa lughe chi nos dasa tue.

Mama fidele, oh mama gloriosa
de Deus e de s’omine,
est preziosa cun tegus sa vida
pro s'anima tua.

Amore chi sanat dolore
ses tue s’amiga de 'onzi pregadorìa,
ses sa manu chi sos peccadores
disizan che paghe.

Chi Deus no salvet, Maria, pro vivere
fizos suos e fizos a tie...
Ca su male faghet finza ruère
su peldonu nos donas
e un'ispera s'azzendet
in su coro nostru pro te.

Mama fidele, oh mama gloriosa
de Deus e de s'omine
est preziosa cun tegus sa vida
pro s'anima tua.

Amore chi sanat dolore
ses tue in sa vida, ses tue in s’anima.
Tue ses intro a su destinu nostru
de antigos misterios.

Tue ses mama
in chelu e in terra
chi tottu iscultana,
ses mama in chelu e in terra:
salvesa pro s'omine...








nule


CARLA DENULE
Il suo nuovo CD:
'OGHE 'ELADA

1) Cando sos omines
2) Battor moritteddos
3) Carrasecare
4) Rosas in sa pedra
5) Cantade e ballade bois
6) Amore diverso
7) S'ispada lughente
8) Mama fidele
9) A sa luna
10) Cantare, cantare, cantare

Produzione RG Music

Consultando le pagine del DIARIO potete ascoltare e/o vedere:
BADDE LONTANA, Bertas
ISTELLA MIA, Corale Canepa
CAMINENDE, Corale Orolache - Voci nel blues
PENSENDE A TIE, Bertas
DURCHE TERRA MIA, Paolo Zicconi e Corale Canepa
MAMA FIDELE, Carla Denule
NINNIDU SILENZIOSU, Andrea Parodi - Coro degli angeli
AVE MARIA BELLA, I Bertas - Corale Luigi Cànepa






o il Mondo...